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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2014

Rabbia e amore del popolo veneto nelle nuove poesie di Gian Berra

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Poesie di rabbia e amore nascoste nell'anima del popolo veneto
scritte da Gian Berra nell'autunno 2014






Merda da portare a casa.
E' lunga tornare da Vicenza, dopo il mercato. Tutta strada a piedi a camminare sull'argine per non farti prendere sotto da quelli che hanno fretta. Tutti corrono avanti e non ti vedono per niente. Quanta gente, quanta roba. Hai bevuto due ombre? Hai assaggiato mezzo uovo con l'acciuga? Che bel chiacchierare, e non spendere soldi. Che bello vedere che il mondo cammina. Ma lei spinge, ostia se spinge. Sembra quasi che scoppia fuori. Camminare mi ha mosso dentro. Potrei andare là in mezzo alle pannocchie. Ma no, io non gli faccio questo regalo a chi che non conosco. Io tengo duro che quasi mi vien da piangere. La mia merda, è mia, e non la mollo per niente. Io sono furbo. Arrivo a casa prima che fa scuro e la faccio sul mio campo.
Gian Berra 2014




Veneto, guarda basso!
Guarda là! Attento al sasso, guarda la buca che inciampi da te solo. Guarda chi arriva là in fondo alla strad…