Cosa è un totem? Note di follia.

Il totem della Paura


Prima parte
Ecco provo a rispondere alla domanda: Cosa è un totem?

Questo è un gruppo di filosofi ( più o meno) Allora è d'obbligo non insegnare niente, ma raccontare le proprie esperienze personali. Io racconto le mie.La mia è stata una strada lunga per arrivare a queste cose. Penso che il DNA non è solo qualcosa di biologico materiale, ma anche di temperamento. Ci viene messo dentro come una possibilità da usare o no.
Io ho ricevuto di sicuro qualcosa di feroce. Mi ha fatto capire che se lo ascolto,  bene, OK. Se non ascolto Lui ( maiuscolo), non mi lascerà mai in pace.
Così ho vissuto un mucchio di casini personali. Ho rinunciato a stare comodo, e così avanti col caos personale. La cosa più misteriosa è che quando ascoltavo questo DNA nascosto, le cose andavano un pochino meglio. Ma come ascoltarlo?
Il cervello nascosto ( inconscio) non parla con le parole. Lui è anche una cosa assassina per la mente cosciente. Lui non ha il concetto di tempo. Per Lui un giorno vale come un anno, e anche il contrario. Poi, cosa canchera, non ti dice mai cosa fare in modo chiaro. Così mi è toccato imparare cosa lui vuole da me. E così sono cominciate le crisi più più brutte, più scure. Le angosce e le paure che mi hanno strattonato quasi a morte ( cosi' almeno pareva a me). Ma dopo le crisi, veniva anche un senso di sorpresa: ero ancora vivo! (ho scoperto poi in seguito la ragione di questo disagio, ma ne parlerò un'altra volta)
Ma per poco, perché questo Lui nascosto non mi lasciava stare che per il tempo di ritrovare un equilibrio, per il momento.
Allora ho imparato la prima lezione speciale: Parlare con Lui come se fosse vivo, presente, quasi fisico. Lui voleva essere riconosciuto! Lui voleva che lo chiamassi per nome. Voleva che lo riconoscessi come reale. Ma che nome gli ho dato?
Ecco, non ho fatto lo sbaglio di ingannarlo. No, io gli ho dato il mio nome. Ci evoluto coraggio per riconoscerlo fino a tale modo! Il Lui nascosto sono io! Si chiama Gian anche Lui.
E ho cominciato a parlare con questo Gian nascosto. Come se fosse la vicino a me ad ascoltarmi.
Ma ho imparato anche a non aspettarmi mai una risposta diretta. Lui non parla. Lui ti dice qualcosa con intuizioni, con segni o immagini. Questo e il suo modo di dire le cose. E la cosa peggiore è che te le regala quando vuole Lui. Dopo un mese, un anno, quattro anni?
Più aspetto la risposta, più Lui tace. Invece quando non ci faccio più caso, lui arriva e mi blocca dalla sorpresa. Porco! Gli dico, perché non me lo hai detto prima?
Quando mi viene la rabbia, sento che questo Gian nascosto ride di gusto, lui mi vuole bene, in fondo. Ecco, ho appena cominciato a parlare della questione. Per adesso basta. Non posso sparare tutti i miei colpi in un colpo solo. Meglio non fare troppa confusione.
Gian Berra.
La Dea


Cosa è un totem? La scoperta pratica. 2


Erano tempi di gran confusione, e le soluzioni non mi bastavano. Il mio inconscio (cervello nascosto) non mi lasciava stare. Il "Gian nascosto" non era contento. Ma lui non ha il concetto di tempo e neanche le parole. Però mi faceva vedere che non andava bene far finta che tutto andasse in modo normale. Dopo la crisi di mezza età (la passano tutti , ma fanno finta che non ci sia) che nessuno racconta in giro perché provano vergogna. Vedevo che tanti si mettevano a bere per non pensarci, o comperavano una nuova macchina, o prendevano medicine per far dormire i pensieri, o andavano in chiesa per il senso di colpa, o correvano dietro al sesso. Non potevo scappare con queste cose perché ormai avevo aperto la porta verso il mio Gian nascosto e non potevo ingannarlo.
Come fare per far tacere questo disagio? Non si può, bisogna lasciarlo parlare e sentire cosa ha da dire. Lui è un canchero sincero e ti parla con le emozioni. La prima emozione che è venuta fuori è la Paura. Ma paura di cosa? Lei è una emozione e basta: Lei non parla, non si può vedere, non ha che lo scopo di far paura; e lei ha così tante facce che non si possono riconoscere...
Paura, angoscia, tensione, smarrimento, poca voglia, debolezza, apatia, sconforto, rabbia, odio, cattiveria, poca energia, dubbio, illusione, voglia di tutto e di niente, scombussolamento, indecisione, timore... Prova a domandare a una di queste cose: Perché?
No, non ci sarà mai risposta, perché
la Sua forza è il silenzio, e anche non farsi vedere da nessuno!
Allora ho imparato a stare al gioco, non le domandavo più niente, ma pensavo già allora che sarebbe arrivata la soluzione.
Andavo quasi ogni mattina, anche nel pomeriggio a fare una camminata sul Piave. Una mattina di inverno ero sulle grave del Piave, tanta nebbia fredda e nessuno in giro. Guardavo gli alberi senza foglie che indicavano il cielo con i rami nudi. Un albero di questi sembrava mal messo, quasi troppo vecchio e forse stava morendo. Mi faceva quasi paura. Che immagine!
Allora ho avuto un lampo di intuizione. Era l'immagine della Paura!
Porca vacca, ho detto a voce alta! Adesso ho l'immagine della paura. Adesso lei non può più nascondersi. Non può più essere invisibile! Non può più prendermi a tradimento.
Adesso la vedo bene, brutta troia, vacca, luia. Adesso non mi scappi più!
Ti ho preso, non mi scappi più!
Poi sono scappato a casa e sono andato sotto al portico e ho visto in mezzo alla legna da segare, un pezzo di tavola marcia. Gli ho tirato via i chiodi ruggini, ho levato via le schegge e ripulito la tavola. Dopo gli ho messo una appicaglia per poterla appendere a un chiodo.
Sono andato al mio studio e ho appeso ben in alto questa tavola. Dopo la ho guardata con intenzione attenta con gli occhi che sparavano fuori rabbia e volontà ho detto a Lei:
Tu sei la mia Paura. Adesso non mi freghi più.
 Adesso ti vedo in faccia e non puoi più nasconderti. Mai più!
Dopo, con più calma: Tu sei mia, Tu sei me. Ti guarderò e ti ascolterò sempre. Ogni volta che vuoi dirmi qualcosa, sono qua ad ascoltarti, e la tua immagine ogni volta sarà chiara. Dimmi tutto che da oggi in avanti io ti vedo!
Ti vedo e ti ascolto, anche ti sfido, Anzi io ti vorrò così bene che anche ti insulterò con rabbia, ma anche ti prederò per mano se sarà necessario. Amica o nemica non ha importanza.
Tu, brutta sporca bestia, tu sei me. E non dico altro, canchera.
Per oggi basta, perché mi sono arrabbiato una altra volta.

Gian Berra. 2013

Gioco con la Vita








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